A che altezza ti trovi

 

Solo toccando il fondo scopri quanta acqua c’è sopra di te o a che altezza ti trovi.

Franco Battiato
dalla copertina di Clic
1974

***

 

Usciva dalla gola nera. A vero dire, ne era già uscito più di una volta. Ne sarebbe uscito ancora. I trattati dedicati all’avventura dello spirito erravano, assegnando a queste fasi successive: tutte, al contrario, si frammischiavano; ogni cosa era soggetta a ripetizioni e reiterazioni infinite. La ricerca dello spirito girava a vuoto. A Basilea un tempo, e in ben altri luoghi, era passato per la stessa notte. Le medesime verità erano state da lui riapprese più volte. Ma l’esperienza era cumulativa: a lungo andare il passo si faceva più sicuro; l’occhio vedeva più lontano per entro certe tenebre; lo spirito costatava almeno certe leggi. Come accade a chi sale, o forse scende, il pendio di un monte, Zénon s’innalzava o s’inabissava sul posto; tutt’al più, a ogni tornante, lo stesso abisso si spalancava ora a destra ora a sinistra. L’ascesa era commisurabile solo con l’aria fattasi più rarefatta e con le nuove cime che spuntavano dietro quelle che erano sembrate chiudere l’orizzonte. Ma la nozione di ascesa o di discesa era fasulla: astri brillavano in basso come in alto; non si trovava al fondo della voragine più di quanto non ne fosse al centro. L’abisso era insieme al di là della sfera celeste e all’interno della volta ossea. Tutto sembrava accadere al fondo di una serie infinita di svolte cieche.

Marguerite Yourcenar
L’opera al nero
1968


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