Wilhelm Meister o della ricerca

Wilhelm MeisterGli anni dell’apprendistato di Wilhelm Meister non è un libro comune. Non accontentatevi di chi lo chiude nel cassetto del romanzo di formazione. Non accontentatevi della lettera morta dei cataloghi, che tampona la carta che brucia, perché questa lettera ustiona.

E’ la storia di chiunque voglia sapere chi è realmente, è la storia di una ricerca. Non una ricerca qualunque, perché inizia con l’inseguimento di un miraggio, ma finisce col toccare qualcosa del tutto inaspettato. Proprio quando la vocazione teatrale di Meister, quella vocazione che sembrava una strada chiara e limpida fin dall’infanzia si rivela un abbaglio, proprio quando l’edificio sembra crollare, allora rimane solo ciò che restava nascosto dai costumi di scena: Wilhelm.

Il personaggio ha perso tutte le maschere, rimane nudo di illusioni. Non più l’attore, né il promettente drammaturgo, niente più vocazioni teatrali: nessuno spettacolo può più incantarlo. Qualsiasi attività svolgerà in futuro, anche l’odiato commercio, non potrà mai più scalfire la consapevolezza di essere, al di là di tutto. Oltre.

Wilhelm Meister non è un comune personaggio, perché realizza di essere un personaggio. Proprio allora arriva a leggere lo stesso romanzo di cui è protagonista, quegli Anni di apprendistato che sono stati scritti a sua insaputa da coloro che l’hanno segretamente “guidato” dentro all’errore. Fino al buio più totale dell’errore.

Perché…

Per valicare quella linea sottile che dall’illusione sbuca nella realtà, per afferrare un lembo di se stesso nel crollo di se stesso, la strada del miraggio ha dovuto percorrerla fino in fondo.


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