Porta del divino, punteggiatura

shivakali

Il Grande Yoga è come la grammatica dell’inglese che si insegna a scuola. E’ molto semplice. Vi sono una frase, delle parole, una punteggiatura. Il Grande Yoga è la percezione molto acuta della punteggiatura. Noi siamo abituati a porre attenzione alle parole, ma la porta del divino si trova nella punteggiatura. Le virgole, i punti, segnano una pausa tra due segmenti, tra due proposizioni, tra due frasi. La virgola, il punto sono l’infinito, il vuoto. (…)

Tra due respirazioni, vi è una virgola. Tra due sentimenti, tra due pensieri, vi è una virgola. Tra un gesto e l’altro, vi è una virgola. La magia del Grande Yoga è che ogni esperienza di vita è seguita da una virgola, e lo yogin può continuamente agire e abbeverarsi all’infinito, avendo la coscienza di questa punteggiatura. La nostra vita è troppo spesso come un testo senza punteggiatura, crediamo che le parole siano incollate l’una all’altra all’infinito. Quando cominciamo a meditare, siamo spaventati dall’immenso magma di parole che ci spingono sempre avanti e ci fanno passare a lato della nostra vita. Ci sentiamo bombardati dalla nostra attività mentale caotica che ingoia la nostra punteggiatura e ci lascia spossati, vuoti di senso.

A poco a poco, dell’aria penetra nelle nostre meditazioni. Il magma di parole diviene come un filo d’argilla che si stende fra due mani. Tutto a un tratto vi è uno strappo, un silenzio, un vuoto, una virgola e la vera vita ricomincia. Questa sosta ci permette di essere presenti, di riprendere il nostro respiro, di entrare in piena Coscienza nel gruppo di parole che seguono. Questi istanti di vuoto sono come delle aree di riposo durante una lunga ascensione, ci permettono di renderci conto di quello che stiamo facendo e di gustarlo pienamente.

Daniel Odier
Tantra
Neri Pozza


About this entry