Porta dell’India
Seduto alla finestra una mattina di sole, mi ritornano altri spazi tagliati dai clacson e da altri motori, altre faune. Mumbay.
Mumbay, Bombay, La porta dell’India. L’odore delle ghirlande morbide e appiccicose come la carne viva di un bacio, gli spazi sigillati del Taj Mahal, il tanfo agli angoli di strada, la lebbra che schiaccia giù sotto i gradini della scala evolutiva. Tutto lo spettro della vita, ogni centesimo di colore. L’estasi e l’abominio. Solo chi accetta di cadere fino in fondo può guardare in faccia al divino.
Se si vuole attraversare incolumi l’India (e non parlo del fisico, per quello si puo fare poco) ogni giudizio dev’essere sospeso. O finire come Pasolini, che si preoccupava di recuperare i ragazzi alla strada (proprio lui!) affidandoli a benintenzionati missionari cattolici.
Vite e vite, s
palmate come mosche sul parabrezza. E ancora non si è raschiato il fondo della vita. Le distinzioni tra bene e male sono lettera morta, sofismi capziosi. Questa distesa ancora vibra da millenni, ogni cencio e ogni perfetto motore Tata ricorda che qui si è tremato.
“No rules in driving during the night” ci aveva avvertito l’autista scandendo le parole, appena usciti dall’aeroporto la notte dell’arrivo. Abbiamo percorso milioni di chilometri da casa, ma a vivere non abbiammo ancora cominciato.
La verità è che nella vita non ci sono regole affatto, giorno e notte. O, se ci sono, non hanno nulla a che fare con i nostri catechismi. Con il nostro controllo e autocontrollo. Con le nostre precauzioni – oh quante! – come se andassimo in frantumi.
Se non fossimo sordi e ciechi, dovrebbero pugnalare il nostro amor proprio le parole della Bhutto: le navi in porto sono al sicuro, ma non servono a niente.
Non c’è alcun controllo, sulla vita. Quando lo scopri – e se hai il coraggio di buttarti – allora davvero tutto è possibile.
Se accetti questo, tu sei libero. VAI.
Ti dirò di più – e questo può ferirti: in realtà, nulla, nessuno ti ha mai tenuto.
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- Published:
- Dicembre 30, 2007 / 12:21
- Category:
- Estasi e abominio


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